Yoga in gravidanza a Mantova

Il tema dello Yoga in gravidanza è un tema ampio con numerose sfaccettature e significati e vorrei affrontarli a piccole dosi, amplificando di volta in volta aspetti differenti in modo conciso e semplice. In questo articolo mi piace l'idea di concentrare l'attenzione su asanas, le posture.

Nella pratica dello Hatha Yoga il corpo è lo strumento attraverso il quale sperimentiamo e conosciamo, in una reciproca informazione e dialogo tra fisico, mentale, spirituale. Quando, dopo averlo adeguatamente preparato e seguendo il principio di gradualità e rispetto verso i limiti che il corpo impone, entriamo in una data postura inizia un processo di accoglimento della postura stessa che implica da parte della mente un atteggiamento di apertura, di accettazione, di disponibilità.

È necessario che forza e abbandono coesistano

Perché la posizione divenga comoda, confortevole e al contempo stabile è necessario che coesistano forza e abbandono. Queste due attitudini o predisposizioni possiamo sentirle nel corpo laddove da un lato, volontariamente, teniamo (attraverso una contrazione della muscolatura) ciò che è necessario e dall'altro lasciamo andare (attraverso il rilassamento) ciò che non serve trattenere.

Il respiro con il suo alternarsi di inspiro ed espiro ci guida a questo: l'inspiro, maschile e attivo, è collegato alla forza e alla creatività; l'espiro, femminile e passivo, è collegato alla ricettività e alla morbidezza. Entrambe le dinamiche, le energie, sono necessarie e dal loro equilibrio dipendono la stabilità e la comodità della postura. Mi accorgerò dunque, se ben condotta nella mia pratica, che la mente gioca un ruolo centrale nel guidare il corpo in asana, servendosi dell'ausilio del respiro.

Si evince da quanto detto sopra, che la postura nello Yoga pur lavorando naturalmente sul piano fisico e meccanico (mobilità articolare, allungamento ed elasticità della muscolatura...) riserva i frutti più preziosi proprio sul piano mentale, poiché mutato l'atteggiamento mentale, il corpo si trasforma.

Numerose sono le tecniche che la disciplina offre per il raggiungimento di questo livello di consapevolezza, strumenti che sono il frutto di una conoscenza ed esperienza millenaria verso la cui complessità e profondità tutti noi occidentali dovremmo sviluppare una forma di rispetto che è dovuta anche agli anziani e ai saggi, senza inflazionarne e banalizzarne la portata.

In che modo questo complesso di tecniche adeguatamente trasmesse può preparare al travaglio?

Asana, la postura, è un'occasione per sperimentare il potere della mente di agire sul corpo, in un contesto circoscritto e protetto. Asana diventa il laboratorio per sperimentare la relazione tra corpo e mente e la possibilità di guidare in modo volontario la distensione di alcune parti del corpo per il mezzo del respiro, donandoci uno strumento in più per accogliere la contrazione anziché contrastarla, lasciandosi attraversare dalla forza travolgente della vita che si manifesta e trasformando l'esperienza del dolore in una danza con con la realtà nella quale siamo protagoniste della nostra esperienza, qualunque esse sia e in qualsiasi forma si presenti. Impariamo grazie allo Yoga una forma di non attaccamento, di abbandono attivo e non passivo. Ancora di più, risvegliati in noi l'intuito e la capacità di ascoltare il corpo, il travaglio e il parto ci aprono ad una esperienza spirituale, intima, carica di senso.

Sento fermamente ciò che scrivo, non perché l'abbia semplicemente letto su un libro e nemmeno perché qualcuno mi ha spiegato che è così, ma perché l'ho sperimentato sul mio corpo con entrambe le gravidanze e durante i due travagli e parti.

Perché lo Yoga è pratica e non teoria ed è proprio seguendo questa tradizione per via di sperimentazione che da sei anni guido le mie allieve nell'acquisizione di questi preziosi strumenti. Non vi rimane che provare.

Veronica Gambetti
Veronica Gambetti
Insegno yoga dal 2011 dopo essermi formata sotto la guida di Lucia Mincuzzi (Lakshmi). Seguendo la tradizione di Swami Yogesvarananda Sarasvati Maharaji, fondatore dello Yoga Niketan di Rishikesh (India), approfondisco la tradizione del Raja Yoga, dello Hatha Yoga ed il tema del suono (Nada) attraverso lo studio del canto indiano. Insegno yoga dal 2011 dopo essermi formata sotto la guida di Lucia Mincuzzi (Lakshmi). Seguendo la tradizione di Guru Maharaji, fondatore dello Yoga Niketan di Rishikesh (India), approfondisco la tradizione del Raja Yoga, dello Hatha Yoga ed il tema del suono (Nada) attraverso lo studio del canto indiano. Tengo corsi di yoga in gravidanza e curo percorsi per il post partum e per bambini e adolescenti.
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